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Archivio per la categoria ‘MUSICA’

Milano. Alex Britti

14 Febbraio, 2009 lineaitalia Lascia un commento

La carriera di Alex Britti ha avuto inizio nell’estate del 1998, quando il suo singolo Solo una volta (o tutta la vita) è balzato al primo posto delle classifiche italiane. Nell’ottobre del 1998 ha pubblicato il suo primo album, It.Pop che ha venduto più di trecentomila copie. Nel 1999 è approdato al Festival di Sanremo vincendo nella categoria Nuove Proposte con la canzone Oggi sono io, che qualche anno dopo è stata incisa anche da Mina. Nel 2000 ha pubblicato il suo secondo album, La vasca, ed i suoi due singoli Una su 1.000.000 e La vasca lo hanno portato di nuovo ai primi posti delle classifiche.Nel 2001 ha partecipato di nuovo al Festival di Sanremo con Sono contento, che si è classificata al settimo posto. Il 5 gennaio 2002 è tra i super ospiti su Rai Uno del programma “Un Ponte fra le stelle”, la Befana dei bambini vittime delle guerre e del terrorismo, condotto da Mara Venier e prodotto da Ruggero Pegna e “Far Film”, con il Patrocinio dell’ Alto Commissariato dell’ Onu per i Rifugiati. Nel programma esegue una memorabile versione di “Woman” di John Lennon insieme ad Elisa ed all’attrice afgana Nelofer Pazira. Nel 2003 vi è tornato con 7000 caffè (si è classificato secondo, subito dopo Alexia). Ha, poi, pubblicato il suo terzo album, “3″, che contiene anche i singoli La vita sognata e Lo zingaro felice. Nel 2005 ha pubblicato il suo quarto album dal titolo “Festa”, in cui sono presenti tre canzoni composte in collaborazione con Maurizio Costanzo. Dall’album sono stati estratti tre singoli: “Prendere O Lasciare”, “Festa” e “Quanto Ti Amo”. Nel 2006 è ritornato al Festival di Sanremo con “…Solo con te”, classificandosi terzo nella categoria uomini. Nel stesso anno dalla collaborazione con Edoardo Bennato nasce il duetto “Notte di mezza estate”, collaborazione che porta i due artisti a girare tutta Italia con un tour congiunto.

Alex Britti MTV Unplugged è un album di Alex Britti registrato dal vivo il 29 settembre 2007 negli studi di Mtv Italia e commercializzato il 1 febbraio 2008 in un cofanetto cotenente il CD e il DVD dell’evento. E’ il secondo MTV Unplugged italiano della storia (il primo fu quello di Giorgia del 2005).

Da Wikipedia

Milano. Alex Britti 2008 

Categories: MUSICA

Fabrizio De André

4 Novembre, 2007 lineaitalia Lascia un commento

Fabrizio De André nasce il 18 febbraio 1940 a Genova (Pegli) in Via De Nicolay 12 da Luisa Amerio e Giuseppe De André, professore in alcuni istituti privati da lui diretti. Nella primavera del 1941 il professor De André, antifascista, visto l’aggravarsi della situazione a causa della guerra, si reca nell’Astigiano alla ricerca di un cascinale ove far rifugiare i propri familiari e acquista nei pressi di Revignano d’Asti, in strada Calunga, la Cascina dell’Orto ove Fabrizio trascorre parte della propria infanzia con la madre e il fratello Mauro, maggiore di quattro anni. Qui il piccolo “Bicio” – come viene soprannominato – impara a conoscere tutti gli aspetti della vita contadina, integrandosi con le persone del luogo e facendosi benvolere dalle stesse. E’ proprio in tale contesto che cominciano a manifestare i primi segni di interesse per la musica: un giorno la madre lo trova in piedi su una sedia, con la radio accesa, intento a dirigere un brano sinfonico a mò di direttore d’orchestra. In effetti, la leggenda narra che si trattasse del “Valzer campestre” del celebre direttore d’orchestra e compositore Gino Marinuzzi, dal quale, oltre venticinque anni dopo, Fabrizio trarrà ispirazione per la canzone “Valzer per un amore”.
Nel 1945 la famiglia De André torna a Genova, stabilendosi nel nuovo appartamento di Via Trieste 8. Nell’ottobre del 1946 il piccolo Fabrizio viene iscritto alla scuola elementare presso l’Istituto delle suore Marcelline (da lui ribattezzate “porcelline”) dove inizia a manifestare il suo temperamento ribelle e anticonformista. Gli espliciti segnali di insofferenza alla disciplina da parte del figlio inducono in seguito i coniugi De André a ritirarlo dalla struttura privata per iscriverlo in una scuola statale, l’Armando Diaz. Nel 1948, constatata la particolare predisposizione del figlio, i genitori di Fabrizio, estimatori di musica classica, decidono di fargli studiare il violino affidandolo alle mani del maestro Gatti, il quale individua subito il talento del giovane allievo.
Nel ‘51 De André inizia la frequentazione della scuola media Giovanni Pascoli ma una sua bocciatura, in seconda, fa infuriare il padre in maniera tale che lo demanda, per l’educazione, ai severissimi gesuiti dell’Arecco. Finirà poi le medie al Palazzi. Nel 1954, sul piano musicale, affronta anche lo studio della chitarra con il maestro colombiano Alex Giraldo.
E’dell’anno dopo la prima esibizione in pubblico a uno spettacolo di beneficenza organizzato al Teatro Carlo Felice dall’Auxilium di Genova. Il suo primo gruppo suona genere country e western, girando per club privati e feste ma Fabrizio si avvicina poco dopo alla musica jazz e, nel ‘56, scopre la canzone francese nonchè quella trobadorica medievale.
Di ritorno dalla Francia il padre gli porta in regalo due 78 giri di Georges Brassens del quale il musicista in erba inizia a tradurne alcuni testi. Seguono gli studi ginnasiali, liceali ed infine universitari (facoltà di giurisprudenza), interrotti a sei esami dalla fine. Il suo primo disco esce nel ‘58 (l’ormai dimenticato singolo “Nuvole barocche”), seguito da altri episodi a 45 giri, ma la svolta artistica matura diversi anni dopo, quando Mina gli incide “La Canzone di Marinella”, che si trasforma in un grande successo.
Tra i suoi amici di allora ci sono Gino Paoli, Luigi Tenco, Paolo Villaggio. Nel ‘62 si sposa con Enrica Rignon e nasce il figlio Cristiano.
Sono i modelli americani e francesi del tempo a stregare il giovane cantautore che s’accompagna con la chitarra acustica, che si batte contro l’ipocrisia bigotta e le convenzioni borghesi imperanti, in brani diventati poi storici come “La Guerra di Piero”, “Bocca di Rosa”, “Via del Campo”. Seguirono altri album, accolti con entusiasmo da un pugno di cultori ma passati sotto silenzio dalla critica. Così come la stessa sorte segnò album stupendi come “La buona novella” (del 1970, una rilettura dei vangeli apocrifi), e “Non al denaro né all’amore nè al cielo”, l’adattamento dell’Antologia di Spoon River, firmato insieme con Fernanda Pivano, senza dimenticare “Storia di un impiegato” profondo lavoro di marca pacifista.
Solo dal 1975 De André, schivo e taciturno, accetta di esibirsi in tour. Nel 1977 nasce Luvi, la seconda figlia dalla compagna Dori Ghezzi. Proprio la bionda cantante e De André vengono rapiti dall’anonima sarda, nella loro villa di Tempio Pausania nel 1979. Il sequestro dura quattro mesi e porta alla realizzazione dell’”Indiano” nel 1981 dove la cultura sarda dei pastori viene accostata a quella dei nativi d’America. La consacrazione internazionale arriva con “Creuza de ma”, nel 1984 dove il dialetto ligure e l’atmosfera sonora mediterranea raccontano odori, personaggi e storie di porto. Il disco segna una pietra miliare per l’allora nascente world music italiana ed e’ premiato dalla critica come miglior album dell’anno e del decennio.
. Nel 1988 sposa la compagna Dori Ghezzi, e nel 1989 intraprende una collaborazione con Ivano Fossati (da cui nascono brani come “Questi posti davanti al mare”). Nel 1990 pubblica “Le nuvole”, grande successo di vendite e di critica, che è accompagnato da un tour trionfale. Segue l’album live del ‘91 e il tour teatrale del 1992, poi un silenzio di quattro anni, interrotto solo nel 1996, quando torna sul mercato discografico con “Anime Salve”, altro disco molto amato dalla critica e dal pubblico.
L’11 gennaio 1999 Fabrizio De André muore a Milano, stroncato da un male incurabile. I suoi funerali si svolgono il 13 gennaio a Genova alla presenza di oltre diecimila persone.
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