Addio a Gianfranco Funari
Aveva 76 anni. Dagli inizi come croupier, e poi come cabarettista, aveva via via conquistato grande popolarità in televisione ritagliandosi il ruolo di conduttore-opinionista dallo stile diretto, caustico, aggressivo, non di rado volgare. Un atteggiamento che ha spesso suscitato polemiche e lo ha reso oggetto di attacchi da più parti. Gli piaceva definirsi “il giornalaio più famoso d’Italia”. La sua interpretazione della comunicazione televisiva: “Per essere eccezionali bisogna marscherarsi da normali, abbassarsi al gradino più basso, corteggiare senza pudore le casalinghe”. Ma sosteneva anche che “la televisione è come la m…, bisogna farla ma non guardarla”. Aveva 76 anni, era ricoverato da alcuni mesi al San Raffaele di Milano. Il decesso per problemi cardiaci e polmonari. Aveva inventato una tv “crudele” fatta anche di attacchi diretti, populismo, denunce e insulti. Gli inizi con “Aboccaperta”, poi gli scontri tra Rai e Mediaset. L’ultima conduzione, “Apocalypse show” su RaiUno nell’aprile del 2007 dopo 11 anni di assenza.


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