Cittadinanza italiana con lingua italiana

In un articolo apparso questa settimana sul giornale argentino “Clarin” si parla della possibilità di includere come requisito per ottenere la cittadinanza italiana la conoscenza della lingua del Dante, la costituzione e i principi fondamentali della democrazia italiana.

Il senatore Alfredo Mantica in visita a Buenos Aires ha detto che queste misure saranno analizzate e che non è intenzione del governo italiano privare dei diritti agli italiani all’estero che, come si sa, hanno un legame molto forte con l’Italia.

L’intenzione di “limitare” la possibilità di ottenere la cittadinanza italiana si basa soprattutto dal fatto concreto che molti italo argentini diventano italiani per poi stabilirsi in Spagna come cittadini comunitari oppure per poter entrare negli Stati Uniti con più facilità. D’altronde la maggioranza non parla l’italiano ed è ignara della storia e dell’attualità d’Italia, ed è per questo che tra gli elementi che occorrerebbero per conseguirla in futuro ci sarebbe anche la formazione appropriata dei candidati attraverso corsi di lingua e cultura italiana.

Il testo completo dell’articolo in lingua spagnola su: http://www.clarin.com/diario/2008/06/30/elmundo/i-01704893.htm

5 comments so far

  1. Perla66 on

    Credo che la cittadinanza è un diritto de tutti e non ci sono condizione. Non mi piace questa cosa.

  2. Lored on

    Non sono per nulla d’accordo con quello che dici perla. La cittadinanza italiana non è solo un documento, è l’Italia tutta, non ti dice niente questo?
    Grazie

  3. Mirella on

    Personalmente credo che é verissimo che tanti giovani chiedono la cittadinanza solo per la convenienza del passaporto, per poi stabilirsi dove le fa piú comodo. Ma é anche vero che se non sanno la lingia italiana é anche colpa delle loro famiglie che non si sono preoccupati per insegnarle almeno l´amore per l´Italia, riguardo all´idioma molti emigranti sapevano all´epoca solo il dialetto, e mandarli alla scquola a imparare l´italiano in Argentina almeno é un lusso dato che sono private e constano molto e non tutti sono in grado di affrontare la spesa. Potrebbero dare informazioni allo stesso Consolato per poter fare corsi corti per dare al meno una base, l´indispensabile per saper difendersi , e poi , volendo, approfondirlo. Ma imporlo come condizione sine qua non per ottenere la cittadinanza mi sembra un pó arbitrario. Grazie.

  4. DANILO on

    Lungi da me dall’essere considerato per quanto dirò razzista ma:
    in Italia, purtroppo, la politica degli anni passati ha riempito i campi di accoglienza di cittadini che vengono da tutto il mondo mediterraneo con il solo ed esclusivo intento di delinquere in terra straniera.
    La Legge Bossi-Fini ha imposto alcuni paletti al numero di extracomunitari che ogni anno posso avere accesso nel territorio italiano.
    Tra i mali peggiori al momento è l’impossibilità nemmeno di censire il numero esatto visto che il Decreto Legislativo che sta emanando l’attuale Governo in materia di sicurezza è non solo inviso dall’opposizione ma del tutto frainteso dalla maggior parte degli italiani.
    Invece il discorso della cittadinanza, sebbene non del tutto legato al precedente, mi vede ritenere ben felicemente di poter concedere una cittadinanza a chi, se pure nato all’estero, conserva con l’Italia un legame che è di appartenenza non solo genealogica ma anche di lingua, cultura e civiltà. Essere cittadino di uno Stato significa conoscerne l’idntità e appartenervici…saluti Danilo

  5. Riccardo.M on

    Sono d’accordo con quello k dici danilo e poi il governo di sinistra ha distrutto l’italia. Speriamo ora si facciano le cose con più serietà. Tutti vogliamo un’italia più giusta per tutti.
    Saluti


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