Il Palio della Balestra
Il Palio della Balestra è la festa per eccellenza di Sansepolcro, che può a pieno titolo chiamarsi ” città della balestra”.
Il palio trae origine dalle esercitazioni militari con le quali il Comune teneva in esercizio le milizie cittadine, all’epoca in cui la balestra era quella ” mortiferam artem ” che Papa Innocenzo II proibì, peraltro inutilmente, almeno nelle dispute e guerre tra cristiani.
Infatti la balestra utilizzata nella difesa della città di Sansepolcro e giunta sino ai giorni nostri, non è l’arma leggera da spalla, più adatta all’attacco o alla caccia, ma il grosso balestrone da posta dalla potenza micidiale.Le esigenze della difesa erano particolarmente sentite in una terra di confine come quella di Sansepolcro, continuamente contesa dai Signori vicini. Da qui la necessità di armare i cittadini e di addestrarli costantemente, attraverso esercitazioni che assumevano spesso il carattere di gare e sfide.
Così la balestra , ancor prima di essere soppiantata nella difesa della città dalle armi da fuoco, è anche arma da torneo per una sfida – ” un esercitamento utile e bono “- che i cittadini del Borgo, valenti balestrieri, inseriscono nella festa principale della città, quella del 1 settembre dedicata ai Santi Fondatori Arcano ed Egidio.
E che la balestra sia inscindibilmente legata alla storia cittadina lo conferma una cronaca quasi ininterrotta di palii giocati in occasione dei principali avvenimenti cittadini, dalla consacrazione della Cattedrale a sede vescovile, alla concessione dell’ agognato titolo di città, alle visite dei Principi.
“Che si balestri il palio ” è dunque una sorta di filo rosso nella storia di Sansepolcro.
La fama di valenti balestrieri dei cittadini del Borgo richiama alla festa delle calende di settembre balestrieri da un vasto contado che va dall’Adriatico , al ducato di Urbino, all’ Appennino umbro e romagnolo.
Nel 1668, i rappresentanti della Comunità del Borgo approvano l’atto pubblico più importante riferito al Palio : i Capitoli da osservarsi nel tirare con le balestre , a conferma della rilevanza il palio aveva assunto e della necessità di codificare norme tramandate dalla tradizione e che ancora oggi regolano la gara.
Se il palio resta aperto a tutti i balestrieri, dall’inizio del ‘600 diventano però sempre più stretti i rapporti con la città di Gubbio, in un reciproco scambio di inviti in occasione delle feste patronali delle due città, poiché ” maggior gloria riporta il vincitore quando con homini esperti et famosi viene a cimentarsi”.
E sono questi uomini esperti e famosi che ancora oggi si cimentano nel Palio, che è giunto sino ai giorni nostri proprio come sfida esclusiva tra i balestrieri di Gubbio e Sansepolcro.



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