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Archive for Giugno 2008

Considerazioni sul passato remoto

8 Giugno, 2008 lineaitalia 6 commenti

Da alcuni anni ho notato che gli alunni hanno una particolare paura nei confronti del passato remoto. Non so bene se siamo noi insegnanti che spaventiamo loro con l’idea di un tempo verbale difficile e di “poco uso”. Dico questo tra virgolette perché ho anche appreso che molti dicono: “Perché usarlo se in Italia non si usa?” Credo sia questa un’idea sbagliata.

Comunque sia il passato remoto, se si vuole parlare con correttezza ed adeguatezza lo dobbiamo non solo imparare ma anche usare.

Per questo motivo vorrei dire agli alunni di non averne paura e chiedo ai docenti di presentarlo sin dal primo livello, attraverso testi semplici dove l’alunno riesca a capire che si tratta di un passato di un verbo che magari il discente è abituato ad utilizzare al presente. Per quello è sufficiente “riconoscerne” la terza persona del singolare e plurale.

Ora se parliamo un po’ della coniugazione ed in particolare della forma irregolare di questo tempo verbale, possiamo dire che risponde a certa “regolarità”. Basterà solo vedere e ricordare qualche regola. Per esempio analizziamo il verbo leggere”. Sappiamo che la prima persona è lessi . Automaticamente diciamo che la terza del singolare sarà lesse e che la terza del plurale sarà lessero, così:

Io

lessi

Lui/ Lei

lesse

Loro

lessero

 

Ciò significa che si deve ricordare solo la forma della prima persona e poi basterà sostituire i con, e ,e con ero. Semplice.

Le altre persone si prendono come se fossero regolari. Dobbiamo, però fare attenzione ad alcuni verbi che seguono una regolarità basata su una forma di infinito non odierna. Per esempio per il verbo fare analizziamo facere (che non esiste)

Io feci Irregolare
Tu facesti Come se fosse facere
Lui fece Irregolare
Noi facemmo Come se fosse facere
Voi faceste Come se fosse facere
Loro fecero Irregolare

 

Altri verbi che hanno la stessa caratteristica sono: Dire (dicere), bere (bevere).

Esiste un gruppo di verbi che finiscono in _arre, _orre, _urre chiamati sincopati perché si tratta di forme contratte e, quindi, appartengono alla seconda coniugazione ERE. Per esempio trarre (traere), porre (ponere), tradurre (traducere)

Trarre: trassi, traesti, trasse, traemmo, traeste, trassero

Porre: posi, ponesti, pose, ponemmo, poneste, posero

Tradurre: tradussi, traducesti, tradusse, traducemmo, traduceste, tradussero.

 


 

Categories: LINGUA ITALIANA

Festa della Repubblica

La Festa della Repubblica, unica festa nazionale civile in Italia, viene puntualmente festeggiata ogni anno il giorno 2 giugno. Per alcuni anni questa feste venne eliminata dal calendario, per poi essere ripristinata dal governo Amato e dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi nell’anno 2000.

La nostra Repubblica viene celebrata il 2 giugno in ricordo del referendum che venne indetto per permettere al popolo italiano di decidere quale forma di governo e cioè monarchia o repubblica, dare alla nazione dopo la caduta del fascismo.

Il risultato fu che gli italiani scelsero la repubblica e così la monarchia dei Savoia, dopo dodici anni di regno, fu costretta all’esilio.

La Festa della Repubblica è l’unica festa nazionale perché a differenza del 25 aprile, festa della liberazione e del 1° maggio, festa dei lavoratori, celebra la “nascita” della nazione, allo stesso modo in cui si festeggia in Francia il 14 luglio la presa della Pastiglia e in America il 4 luglio la dichiarazione d’indipendenza.        

Prima della fondazione della Repubblica, la festa nazionale era la prima domenica del mese di giugno in cui veniva celebrato l’anniversario della concessione dello Statuto Albertino.

I festeggiamenti non avvengono solo nel nostro paese, ma anche nelle ambasciate italiane di tutto il mondo, che per l’occasione, tra tutti gli invitati ospitano i Capi di Stato del paese in cui si trova l’ambasciata. Tutti i Capi di stato del mondo inoltre inviano i loro auguri al nostro Presidente della Repubblica.

Nel 1948 ci fu la prima parata militare a Roma, l’anno successivo poi, con l’ingresso dell’Italia nella NATO, ce ne furono addirittura dieci in contemporanea in diverse città d’Italia così dal 1950 le parate militari furono inserite nel protocollo ufficiale per la Festa della repubblica.

Da ABC Vacanze

Categories: STORIA