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Archive for Maggio 2008

Software debella il copia-incolla

 

ROMA - “Tanto il prof non se ne accorgerà mai”. E’ questa la frase che finora ha salvato le sorti scolastiche degli studenti di tutto il mondo, certi dell’infallibilità del loro copia e incolla, utile per divincolarsi fra tesi, tesine, temi e versioni. Non serve essere “nerd”, basta un semplice “ctrl c” seguito da “ctrl v” e il gioco è fatto, non c’è argomento di storia, filosofia o letteratura troppo ostico per il web. Ma da oggi furbizia e svogliatezza hanno un nemico dal nome impronunciabile: si chiama Kazunari Sugimitsu ed è un professore giapponese, docente di ingegneria e direttore del centro ricerche sulla proprietà intellettuale presso il Kanazawa Institute of Technology.
Stufo di ricevere compiti fatti a casa in modo perfetto, cui spesso seguivano interrogazioni così così, il geniale professore si è dato da fare e ha progettato un software in grado di riconoscere all’istante se un testo è stato copiato. Impresa non facile, dato che spesso i compiti sono il frutto di un sofisticato lavoro di collage, degno della precisione di un orafo cesellatore. Ma all’avanzatissimo software nulla sfugge: è infatti in grado di suddividere il testo in paragrafi, periodi e parole, realizzando poi una ricerca su internet per scovare eventuali similarità sospette. Un vero e proprio shock per i “copioni” amici della rete, che in lei avevano trovato un comodo salvagente per risparmiare tempo e fatica.
Quando individua un caso sospetto, il software messo a punto dal professor Sugimitsu invia automaticamente al docente una email con la “prova” che inchioda lo studente, con tanto di documento incriminato in allegato. Il programma è in grado di risalire ai siti consultati e rilegge al contrario l’albero genealogico dell’elaborato, fino alle più profonde radici. “Questo software sarà d’aiuto – spiega il professore nipponico – non solo ai docenti, sempre più frustrati da queste scorrettezze telematiche, ma anche agli stessi ragazzi, che saranno costretti a tornare a spremersi le meningi come un tempo”. Il programma, che utilizza le tecnologie impiegate dai traduttori automatici, verrà con tutta probabilità messo sul mercato l’anno prossimo. Sugumitsu racconta di aver iniziato lo sviluppo di questo software la scorsa estate, dopo aver “beccato” i suoi alunni con tesine pericolosamente simili, risultate poi scopiazzate dalla stessa fonte.
Questa promettente rivoluzione nasconde però qualche limite. “Potrà essere efficace rispetto ai compiti fatti a casa e alle tesi – spiega Carmela De Florio, docente di Diritto presso l’Istituto Tecnico per Geometri di Pisa – ma i ragazzi continueranno comunque a copiare durante i compiti in classe”. La professoressa, che insegna da 20 anni e ogni anno si ritrova a gestire in media sette classi, di “furbetti” in questi anni ne ha incontrati parecchi. “Se copiano me ne accorgo subito – racconta – non c’è bisogno di nessun software. Se il linguaggio è troppo forbito e la forma perfetta non c’è dubbio: quanto meno ha preso spunto da internet”.
Lei e i suoi colleghi considerano comunque questa invenzione una svolta importante per la scuola e la formazione dei ragazzi, soprattutto tenendo conto del suo possibile effetto deterrente. “Non sarà facile però – spiega – che tutti gli insegnanti riescano a trovare il tempo di ‘passare al setaccio’ ogni singolo compito. Correggere i lavori dei ragazzi, come immagino accada per le tesi di laurea, è un lavoro complesso, che richiede tempo, attenzione e la capacità di valutare gli elaborati caso per caso”. Ma qual è il modo migliore per fa sì che gli studenti non copino affatto? “Dar loro da fare dei compiti che implichino un lavoro di logica ed elaborazione personale – conclude l’insegnante – E’ questo l’unico modo per aggirare internet e l’ignoranza: chiedere ai ragazzi di dimostrare che hanno capito davvero, usando la testa”.


SARA FICOCELLI

Da “La Repubblica”

Categories: SCUOLA E DOCENTI

Francesca a Mar del Plata

16 Maggio, 2008 lineaitalia 7 commenti

Arriva Francesca Alderisi a Mar del Plata!

Dopo alcuni mesi di preparativi finalmente arriva Francesca Alderisi che per 7 anni è stata alla guida di Sportello Italia RAI International e con più di 1200 puntate. Ricordiamo che Francesca ha perso in modo ingiusto il suo programma televisivo quando nel 2007 il Direttore di Rai International Piero Badaloni, senza validi motivi, decide di sostiuirla. Francesca è già da alcuni giorni a Buenos Aires, dove si è presentata nelle diverse associazioni italiane con l’appoggio del suo pubblico che per tanti anni le ha permesso di entrare in casa portando una voce amica.

Tra i diversi incontri che si svolgeranno a Mar del Plata, Linea Italia vi invita ad accompagnare Francesca giovedì 22 maggio alle ore 17,30 in via La Rioja 2043 di Mar del Plata.

Categories: ATTUALITÀ

Vietato bocciare

Germania: La Pubblica Istruzione: i non promossi sottraggono fondi al bilancio
I messaggi agli istituti nei 16 stati della federazione: ottimizzare i risultati

 

BERLINO – “No alle bocciature, promozione garantita!”. “No alle insufficienze, la sufficienza garantita per tutti!”. Ricordate certi radicali, prevaricatori slogan antimeritocratici del Sessantotto e del movimento degli epigoni, il ‘77 pre-anni di piombo? Bé, quelle strane utopie oggi rivivono per paradosso dalla parte del potere politico, proprio nella ricca ed efficiente Germania. E’ un trend di fatto, che secondo Welt am Sonntag sta cambiando la vita scolastica: bocciare e quindi poi finanziare ripetizioni e classi di ripetenti, e permanenza più lunga degli studenti nelle scuole superiori, costa troppo.
L’ordine viene dall’alto, tacito e implicito, con e-mail dei ministeri della Pubblica istruzione dei sedici Stati della federazione tedesca, visto che non c’è un ministero nazionale. Il linguaggio delle e-mail è ostico burocratese, parla di “ottimizzare i risultati”, di “verificare in quali scuole si boccia di più”, e così via. Tradotto in chiaro, spiegano gli insegnanti: la consegna è non bocciare, o bocciare il meno possibile. Insomma, rieccoci a quaranta o trent’anni fa, alle idee estremiste: promozione garantita, allora in nome del no alle gerarchie, oggi in nome dei tagli ai costi.
Il problema è serio, perché il sistema scolastico tedesco è rigidamente selettivo, troppo secondo molti. Risale all’era del Kaiser, i golden years della rivoluzione industriale che modernizzò l’Europa. Si decide presto, in molti casi già dopo il quarto anno scolastico, chi va ammesso al Ginnasio (scuola superiore d’élite) e chi invece finisce alla Realschule o alla Hauptschule, scuole meno o per nulla qualificate. Ma poi la selezione continua: al ginnasio ogni anno le bocciature sono sessantamila.

Troppe, dicono i politici. L’Ocse, l’organizzazione delle Nazioni Unite per la cooperazione e lo sviluppo economico, conviene. E tormenta la Germania e ogni altro Stato con raccomandazioni, consigli e direttive: bocciate il meno possibile, ogni bocciatura a causa dei costi di ripetizioni e classi supplementari vuol dire soldi sottratti al bilancio dell’istruzione. Messi alle strette dai poteri politici, presidi e professori in Germania si adattano inflessibili. Le peggiori insufficienze vengono corrette. Dal docente, o dal preside se il docente è in disaccordo. Così la media annuale delle bocciature è già vistosamente calata: dal 3,2 per cento degli studenti nel Duemila ad appena il 2,4 per cento l’anno scorso.
Non è finita: alcuni dei Bundeslaender, i sedici Stati della federazione, si spingono più in là. Berlino, capitale ma anche città-Stato, governata dalle sinistre, ha deciso che è possibile per gli insegnanti rinunciare a dare voti agli studenti fino all’ottavo anno scolastico. I voti discriminano, aprono troppo rischio di alzare muri tra candidati alla promozione e alla bocciatura. Non sono solo idee di sinistra. Nella ricca, borghesissima Amburgo, un’altra città-Stato, il governatore democristiano e i suoi alleati Verdi hanno concordato che fino al decimo anno scolastico nelle scuole pubbliche non si boccia.
È una rivoluzione strisciante: chi meriterebbe i voti peggiori si vede aiutato senza sforzi dal corpo insegnante per direttiva. Ha senso, per risparmiare soldi e tempo, quindi fondi per l’istruzione. Se abbia senso per la qualità dell’apprendimento, è un altro discorso. E nelle scuole, almeno secondo il reportage uscito ieri sulla Welt am Sonntag, non regna proprio un clima sereno: gli studenti si disimpegnano, si sforzano di meno, certi di passare l’anno comunque. I professori che vorrebbero continuare con la severità per incoraggiare di più i ragazzi a imparare, rischiano sanzioni dure. Non pochi di loro rilasciano interviste solo sotto falso nome e senza foto. L’estremismo di decenni fa si vendica forse così delle sue sconfitte: torna a diffondere paura.

Da “La Repubblica”

Categories: SCUOLA E DOCENTI