Uso di andare e venire nel discorso indiretto

Come tutte le determinazioni di spazio anche i verbi ANDARE / VENIRE possono essere coinvolti da qualche cambiamento nel discorso indiretto: venire si usa se c’è un movimento in direzione di chi sta parlando (di chi sta facendo il discorso indiretto) e andare se c’è un movimento di allontanamento da lui. Quindi se una persona ha detto “Io sono andato a Roma”, io, che sono a Roma, dovrò dire: “Lui ha detto che era venuto a Roma”; nello stesso tempo, se io fossi a Milano, dovrei dire: “Lui ha detto che era andato a Roma”.

Qualche complicazione c’è in relazione all’uso “eccezionale” di venire: in italiano infatti la regola delle “direzioni” (andare lontano da me – venire vicino a me) ha una eccezione nelle frasi: vengo con te (da te, a casa tua ecc.) e vengo con Voi (da voi, a casa vostra ecc.). In pratica, se sto parlando con uno o più interlocutori, il mio movimento nella loro direzione è espresso dal verbo “venire” (per una sorta di “cortesia” o di “avvicinamento” nei confronti di chi parla con me).

Per questo immaginiamo un discorso diretto tipo:

“Io sono andato a casa di Claudio”

Se io volessi fare il discorso indiretto dovrei dire:

“Lui ha detto che era andato a casa di Claudio”.

Ma se io stessi parlando direttamente con Claudio, dovrei dire:

“Lui ha detto che era venuto a casa tua”

Da www.scudit.net

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