Il centro storico di Ischia di Castro, la parte più antica, sorge su una rupe tufacea alla confluenza di due torrenti, posizione che denota, secondo il parere di illustri studiosi, la sua origine etrusca. In questo pianoro, dotato di buona posizione e di difesa naturale, vi posero dimora i suoi primi abitanti che vi praticarono l’agricoltura e la pastorizia. Il territorio circostante, nella sua vastità e varietà, è oggi in grado di offrire uno straordinario connubio di storia, archeologia e natura. Il nucleo abitativo più antico del paese conserva ancora oggi l’impianto urbanistico, la fisionomia tipica dell’epoca medioevale, con il castello e le sue solide porte, i resti delle mura, le viuzze strette e tortuose, le abitazioni addossate le une alle altre che rilevano perle caratteristiche architettoniche la condizione sociale degli antichi proprietari. Ischia fu uno dei primi feudi della famiglia Farnese che fece erigere il castello commissionandone la ristrutturazione all’architetto Antonio da Sangallo il Giovane. Altri monumenti di interesse storico e artistico sono la chiesina di S. Rocco, restaurata di recente, il duomo di S. Ermete edificato nel ‘700 opera dell’architetto Prada di Viterbo. La facciata è in stile Barocco e l’interno è diviso in tre navate con numerose cappelle laterali nelle quali sono presenti pregevoli opere di varie epoche. Di particolare interesse il Fonte Battesimale del 1538, in travertino, l’affresco della Madonna del Popolo opera di scuola senese e due amboni di marmo provenienti dal duomo di S. Savino di Castro (sec. IX). Infine il piccolo ma prezioso museo comunale ci racconta con i suoi numerosi reperti la storia e le vicende del territorio dalle lontane epoche preistoriche fino al Rinascimento.
Un po’ di storia
“Questa è una terra che confina con Castro, lontano 5 miglia; confina con Farnese cui sta lontana 2 miglia ed ancora da Valentano 3 miglia circa. Questa terra è stata la prima e più antica di casa Farnese di cui ne siano nello Stato. E’ assai popolata e stanno ristretti non poco per essere piantata in un tufo…Quasi tutti sono uomini di campagna ed affaticati assai, e si aiutano a sementare… Vi è un bellissimo sangue di donne, quali per la loro liberalità cascano spesso in errori, ma poi maritate che sono, mutano natura e costumi…In detta terra poi v’è una Rocca antica, dove sta il Castellano che raccoglie il grano ed altre esigenze di V.A., ed è di buona entrata…Vi si raccolgono buonissimi vini e la maggior parte rossi. La campagna è molto ampla… Vi hanno pascolo e bandite per il loro bestiame. Sono alquanto amorevoli per i forestieri, e chi vi pratica vi prende moglie. Raccolgono legumi assai, sono scomodi di fontane, ma però vi è buona acqua. Si possono dire benestanti. Vi si festa ogni anno S. Ermete M. loro avvocato nel qual giorno vi si corre e vi si lotta il palio. Vi è un convento dei Servi fuori del borgo e vi è una chiesa intitolata alla Madonna del Giglio. Sta sotto la Diocesi di Castro e finalmente questa è una terra che dà ogni anno buonissima entrata a V.A.S…”
Con queste parole, il cittadino castrense Benedetto Zucchi, nella sua “Informazione e cronaca della Città di Castro e di tutto lo Stato…”, relazione indirizzata al penultimo Duca di Castro, Edoardo Farnese, nel 1630, inizia a descrivere uno dei centri più importanti del Ducato: Ischia. La memoria storica che il cronista, ci ha lasciato, ci permette di affermare l’importanza del primo possedimento di Casa Farnese, all’interno del Patrimonio di San Pietro. La Castellania di Ischia, costituisce infatti, la prima ipoteca, il nucleo originale attorno al quale si formerà in seguito tramite permute, conquiste, abili azioni politiche, il Ducato di Castro.
Da www.comune.ischiadicastro.vt.it
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