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Archive for Dicembre 2007

ProntoFrancesca.it

18 Dicembre, 2007 lineaitalia 2 commenti

ProntoFrancesca.it nasce dopo sette anni di lavoro continuo su Rai International, “Sportello Italia” La sua conduttrice, Francesca Alderisi, sta sviluppando un nuovo progetto per rimanere in contatto con tutti quelli che hanno seguito il suo programma televisivo. Attraverso questo nuovo progetto, Francesca, offre la possibilità di partecipare inserendo commenti per poter creare un punto dove radunare tutti gli italiani sparsi per il mondo.

Ecco il suo sito: www.prontofrancesca.it“Un modo come un altro per rimanere in contatto con me”
Categories: ATTUALITÀ Tag:

Il Mare e le Spiagge di Licata

14 Dicembre, 2007 lineaitalia Lascia un commento

Il territorio di Licata si svolge per circa 20 km sulla costa che si presenta molto varia passando dai lunghi tratti sabbiosi ad oriente della città, alle suggestive scogliere della Montagna e di Mollarella Poliscia ad occidente. Nel primo tratto a ovest della città, le pendici della Montagna presentano dei grandi affioramenti argillosi modellati dai solchi caratteristici del calanchi, ai cui piedi si snoda, per qualche chilometro prima di ceder luogo agli scogli, in un nastro sabbioso di profondità variabile, la spiaggia di Marianello. L’arenile è senza alcuna attrezzatura, ma la bellezza dei luoghi e la facilità dell’accesso e di posteggio, possono bene indurre a trascorrervi qualche ora di sereno rilassamento. Superato il tratto di scogliera di località Lavanghe e Caduta, la costa sabbiosa ritorna nel golfo di Mollarella, una insenatura a semicerchio la cui estremità occidentale è costituita dalla penisoletta omonima che si protende sul mare con un caratteristico scoglio unito alla terraferma da una lingua di sabbia. In un rapido alternarsi di scogli e sabbia e di piccole insenature si giunge fino all’isolotto di San Nicola sui cui fondali bassi si può avere la fortuna di imbattersi in qualcuno dei numerosi relitti che vi si sono individuati negli scorsi anni nel corso di ricerche archeologiche subacquee. Superato San Nicola, la costa prosegue sabbiosa e sempre facilmente accessibile fino a Torre di Gaffe e oltre.

Da www.comune.licata.ag.it www.licataweb.it

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Gioia Tauro

10 Dicembre, 2007 lineaitalia Lascia un commento

Gioia Tauro è un comune di 18.040 abitanti della provincia di Reggio Calabria.
La cittadina di aspetto moderno sorge nell’antica area di Metauros fondata dai Calcidesi di Zancle nel VII secolo, abitata nel Medio Evo e in epoca romana, ha subito vari saccheggi e terremoti che non lasciano alcuna traccia della vecchia civiltà. Infatti in contrada Petra si sono rinvenute centinaia di tombe risalenti al VII-IV secolo a.C. i cui corredi funerari di un certo valore sono custoditi nel Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria.
La terra di Gioia Tauro è, grazie ad alcune bonifiche, la più fertile della regione, anche se per alcuni anni fu quasi dimenticata questa grande risorsa, per favorire un progetto di un grande polo siderurgico che non fu mai realizzato. Di questo progetto, resta il grande bacino portuale, che dopo anni di inattività è finalmente divenuto uno dei porti commerciali più importanti del Mediterraneo.

Gioia Tauro è il porto italiano che movimenta più merci in container, prima di Genova e La Spezia; occupa il terzo posto in Europa nella classifica dei porti contenitori (dopo Rotterdam ed Amburgo) ed il primo nel Mediterraneo.
Il porto di Gioia Tauro, con i suoi 3.008.000 Teu imbarcati e sbarcati nel 2002 rappresenta da solo più di un terzo dell’intero traffico nazionale ed è specializzato nel transhipment, per cui ha sostituito Malta come nodo di distribuzione dei traffici in partenza dal Nord America e dall’Estremo Oriente verso il Mediterraneo centrale ed orientale ed è in grado di svolgere un ruolo di rilancio dell’economia meridionale.
Nonostante la sua relativa giovinezza, il porto di Gioia Tauro, hub a vocazione di puro transhipment, continua ad espandere la propria attività. Il Terminal Container Medcenter (MCT) è – ad oggi – l’unica infrastruttura di riferimento per lo smistamento container in esso operante.

Da http://www.italianvisits.com/ http://it.wikipedia.org/

Categories: IL BEL PAESE Tag:

Ischia di Castro

7 Dicembre, 2007 lineaitalia Lascia un commento

Il centro storico di Ischia di Castro, la parte più antica, sorge su una rupe tufacea alla confluenza di due torrenti, posizione che denota, secondo il parere di illustri studiosi, la sua origine etrusca. In questo pianoro, dotato di buona posizione e di difesa naturale, vi posero dimora i suoi primi abitanti che vi praticarono l’agricoltura e la pastorizia. Il territorio circostante, nella sua vastità e varietà, è oggi in grado di offrire uno straordinario connubio di storia, archeologia e natura. Il nucleo abitativo più antico del paese conserva ancora oggi l’impianto urbanistico, la fisionomia tipica dell’epoca medioevale, con il castello e le sue solide porte, i resti delle mura, le viuzze strette e tortuose, le abitazioni addossate le une alle altre che rilevano perle caratteristiche architettoniche la condizione sociale degli antichi proprietari. Ischia fu uno dei primi feudi della famiglia Farnese che fece erigere il castello commissionandone la ristrutturazione all’architetto Antonio da Sangallo il Giovane. Altri monumenti di interesse storico e artistico sono la chiesina di S. Rocco, restaurata di recente, il duomo di S. Ermete edificato nel ‘700 opera dell’architetto Prada di Viterbo. La facciata è in stile Barocco e l’interno è diviso in tre navate con numerose cappelle laterali nelle quali sono presenti pregevoli opere di varie epoche. Di particolare interesse il Fonte Battesimale del 1538, in travertino, l’affresco della Madonna del Popolo opera di scuola senese e due amboni di marmo provenienti dal duomo di S. Savino di Castro (sec. IX). Infine il piccolo ma prezioso museo comunale ci racconta con i suoi numerosi reperti la storia e le vicende del territorio dalle lontane epoche preistoriche fino al Rinascimento.

Un po’ di storia
“Questa è una terra che confina con Castro, lontano 5 miglia; confina con Farnese cui sta lontana 2 miglia ed ancora da Valentano 3 miglia circa. Questa terra è stata la prima e più antica di casa Farnese di cui ne siano nello Stato. E’ assai popolata e stanno ristretti non poco per essere piantata in un tufo…Quasi tutti sono uomini di campagna ed affaticati assai, e si aiutano a sementare… Vi è un bellissimo sangue di donne, quali per la loro liberalità cascano spesso in errori, ma poi maritate che sono, mutano natura e costumi…In detta terra poi v’è una Rocca antica, dove sta il Castellano che raccoglie il grano ed altre esigenze di V.A., ed è di buona entrata…Vi si raccolgono buonissimi vini e la maggior parte rossi. La campagna è molto ampla… Vi hanno pascolo e bandite per il loro bestiame. Sono alquanto amorevoli per i forestieri, e chi vi pratica vi prende moglie. Raccolgono legumi assai, sono scomodi di fontane, ma però vi è buona acqua. Si possono dire benestanti. Vi si festa ogni anno S. Ermete M. loro avvocato nel qual giorno vi si corre e vi si lotta il palio. Vi è un convento dei Servi fuori del borgo e vi è una chiesa intitolata alla Madonna del Giglio. Sta sotto la Diocesi di Castro e finalmente questa è una terra che dà ogni anno buonissima entrata a V.A.S…”
Con queste parole, il cittadino castrense Benedetto Zucchi, nella sua “Informazione e cronaca della Città di Castro e di tutto lo Stato…”, relazione indirizzata al penultimo Duca di Castro, Edoardo Farnese, nel 1630, inizia a descrivere uno dei centri più importanti del Ducato: Ischia. La memoria storica che il cronista, ci ha lasciato, ci permette di affermare l’importanza del primo possedimento di Casa Farnese, all’interno del Patrimonio di San Pietro. La Castellania di Ischia, costituisce infatti, la prima ipoteca, il nucleo originale attorno al quale si formerà in seguito tramite permute, conquiste, abili azioni politiche, il Ducato di Castro.

Da www.comune.ischiadicastro.vt.it

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Narni

4 Dicembre, 2007 lineaitalia Lascia un commento

Narni è una città a “più strati”: romano, medievale e rinascimentale. Una città viva che è “passata” nella storia importante. I primi a credere in quello sperone di roccia sono stati gli Umbri: la chiamarono Nequinum. Arrivò poi il momento dei Romani, che la conquistarono prima, e la fecero diventare un loro baluardo, poi. E le cambiarono anche il nome: Narnia, dal fiume Nar che scorre nella sua valle. Il periodo di massimo splendore della città fu alla fine dell’Alto Medioevo quando, sfruttando la lontananza del Papa che si era rifugiato ad Avignone, conquistò potere su un vastissimo territorio che arrivava sino alla periferia dell’odierna Rieti. Grande potere e grande ricchezza. Ecco allora i palazzi nobiliari, quelli pubblici, le chiese.
La decadenza si lega, contrariamente a quello che si può pensare, alla costruzione della Rocca, che non venne decisa dai narnesi ma dal Papa che voleva tornare a Roma e desiderava una serie di fortezze utili per la propria incolumità. Egidio Albornoz, cardinale, spagnolo, architetto costruirà un solenne manufatto che ancora oggi non è appieno entrato nell’immaginario dei Narnesi.
L’energia a poco prezzo che si poteva trarre dal Nera fu la spinta per l’ultima trasformazione della città: fabbriche, opifici, uffici in grande quantità, hanno cambiato il volto di Narni. I segni dell’industrializzazione sono oggi importanti come quelli del suo grande passato.
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